Le fole d'una volta



Quando ero bambino, i nostri "Media" erano i nonni. Erano loro che ci intrattenevano con le fole, raccontate rigorosamente in carrarino, anche perché, questa, era l'unica lingua che conoscessero.
Così, crescendo, mi è rimasta la passione di raccontare le storie di Carrara, e dei carrarini, prevalentemente in dialetto, perché così facendo, mi sembra di rivivere qui momenti, di risentire la paura di quando la Barbantana, cercava di prendere Pug'tin, e di riprovare il sollievo di quando non ci riusciva. Il dialetto carrarino, ha delle espressioni che sono quasi intraducibili in lingua, un esempio per tutti il famoso "Fat a mod'r",un'esortazione che è anche una preghiera, un dire scaramantico, un'implorazione, quasi a esorcizzare la paura per l'incidente mortale che purtroppo per secoli, a Carrara, era una realtà quasi quotidiana, nel duro lavoro delle cave. Ma ho voluto raccontare anche il lato comico di alcune situazioni, a sottolineare, come le privazioni hanno aguzzato l'ingegno del popolo carrarino.

BRISOLI D' P'NSERI

Carrara...
Col to marm
t’esalt d’om...
E t matur ‘l lard.
 
La richeza di povri

Un profesor, a una conferenza
i dizev: "I dialetti ormai son perle rare,
e son molto preziosi, per la scienza,
quei pochi che ancor li san parlare"

Adè p'r quel che aiò r'nforzat la porta!
E l me nònò!... I dorm 'n casaforta!
Ave Maria 2008

Fam la grazia Madunina! Al di col cor!
Me fiol, fal dov'ntar un zocator!
E me fiola po' cussì carina
Fam'la dov'ntar...Una velina!